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Flavio Togni,
star dell’AMERICAN CIRCUS è un uomo realizzato. Il suo sorriso
aperto e cordiale è apparso sui giornali di tutte le città degli
Stati Uniti dove la tournée del Barnum & Bailey Circus lo ha
portato. Ultimamente, poi, insieme a lui è stata sempre fotografata
Adela Dos Santos, americana di origine spagnola, che ha sposato nel
1991 e dalla quale ha avuto due splendidi gemelli: Bruno e
Adriana. Ma quando nacque il 14 giugno del 1960 a Pescia - perché
il circo teneva spettacolo in quella città - il destino di Flavio
sembrava essere uguale a quello di tanti altri bambini che nascono
in famiglie circensi. Come tutti i bambini del circo, Flavio
frequenta le scuole delle città dove il circo si esibisce -
sostenendo gli esami delle scuole elementari e medie fra l’Italia,
la Spagna e la Grecia - ma soprattutto passa gran parte del suo
tempo fra gli animali o arrampicato su trapezi e attrezzi. Si prova
di tutto al circo, da bambini, ed è là che nascono le occasioni, si
intravedono le carriere. Flavio a 5 anni ha già in mente cosa
vuole fare; preferisce gli animali con i quali passa tutto il suo
tempo disponibile e…loro stanno bene con lui. Il nonno Ferdinando
gli insegna a cavalcare, anche se qualche anno dopo lo affiderà a
Domingo Ferreiras Guintas, portoghese e maestro di equitazione.
Questi gli trasmetterà i segreti dell’Alta Scuola, disciplina che
impegna cavalli e cavalieri nella difficile arte del Dressage, una
sorta di balletto cavalcato, elegante e fluido a vedersi, ma che
richiede concentrazione e precisione estrema in ogni
passaggio. Flavio debutta così a 14 anni, a Tortona, in sella ad
un cavallo. Nel frattempo scopre un’altra passione: gli elefanti. “I
cavalli, - usa dire Flavio - “ imparano lentamente. Bisogna
insegnare loro un passaggio alla volta e ci vogliono due anni perché
siano in grado di eseguire un esercizio. Un elefante, invece,
ricorda tutto più in fretta. Però non ti permette di sbagliare due
volte; se l’addestratore ripete lo stesso errore, l’animale si
rifiuterà di ripetere l’esercizio. Mi domando a volte chi è dei due
che insegna, e chi impara”. Quindi non un domatore come nella
tradizione, ma un addestratore di animali: elefanti, cavalli,
pantere, tigri, rinoceronti. Ed è proprio un esercizio con gli
elefanti a metterlo in luce agli occhi del Principe Ranieri III di
Monaco, che invita la famiglia Togni ad esibirsi nel suo Principato
da favola durante il Festival International du Cirque del 1976. Per
la cronaca, di quell’edizione vincerà il Clown D’Argento. Il
palmares di Flavio Togni però comprende numerosi altri
riconoscimenti: nel 1983 vince il Festival del Circo di Parigi,
sempre nell’83 conquista nuovamente il Clown d’argento al festival
di Monte Carlo con il numero misto di elefanti e cavalli; nell’84 si
aggiudica la vittoria al festival del Circo di Vienna, nell’87 avrà
la Briglia d’oro alla Fiera Cavalli di Verona, nell’88 è vincitore
del Festival del circo d Katowicze, infine nel 1992 vince la Pista
di Platino al Gran Premio Internazionale del Circo a Milano. E
ancora a febbraio del 1998 vince il suo terzo clown d’Argento al 22
Festival International Du Cirque a Monte Carlo, incantando la platea
con due numeri sensazionali (il primo composto da 16 cavalli arabi
il secondo con 8 elefanti indiani) confermandosi l’unico artista al
mondo a detenere tre statuette del prestigioso riconoscimento.
Sempre nel 1998 vince il primo premio alla Fiera Cavalli di Verona.
Il segreto di questo successo è forse nascosto nelle parole di
Flavio stesso, che dell’addestramento degli animali ha fatto una
filosofia di vita. “qualcuno pensa che bisogna “rompere” il
carattere di un animale per domarlo diventarne il padrone e
sottometterlo. Non è assolutamente vero; deve essere la fiducia e
non la paura a spingere un animale ad eseguire un esercizio.
L’addestramento degli animali è dedizione totale. Senza stima e
rispetto reciproco con c’è addestramento.” Flavio Togni racconta
le sue esperienze con tono pacato, lo stesso che usa con i suoi
animali. “Anni fa, ad esempio, c’è stato un black aut durante uno
spettacolo; la gente è stata presa dal panico, ha cominciato a
muoversi, urlare. Io ero in pista con gli elefanti, non potevo
vederli ma li sentivo nervosi; avevo paura che potesse succedere
qualcosa di grave, così ho cominciato a chiamarli per nome, ad un ad
uno. Quando é tornata la luce erano tutti disposti in cerchio
attorno a me. Cercavano la mia protezione”. Con gli elefanti usa
un linguaggio tutto suo, misto - fatto di parole inglesi, francesi e
indiane - e un tono decisamente energico: forse nonostante la
dimensione delle orecchie ci sentono poco...“La cosa più
difficile del numero con i cavalli e gli elefanti è proprio
dosare il tono: i cavalli sono nervosi, bisogna avere un tono fermo
ma pacato e bisogna dirigerli con l’asta, indicare la posizione. Gli
elefanti invece vanno guidati solo con la voce, ma è necessario
avere un tono più deciso”. “L’idea di far lavorare insieme
cavalli così diversi - negli Stati Uniti Flavio presentava anche un
numero con un rinoceronte e una pantera e oggi in pista quello con
un cavallo e una tigre - mi è venuta guardando un documentario dove
zebre, giraffe e leoni si abbeveravano insieme sulla sponda di un
lago. Così ho preso un grande cesto di mele , carote e banane l’ho
piazzato in mezzo alla pista e ho portato cavalli ed elefanti.
All’inizio erano molto diffidenti, poi hanno cominciato ad
avvicinarsi al cesto, ora gli uni ora gli altri, infine tutti
insieme. Credo di averli presi per la gola.” Nel novembre del
2001 Flavio realizza un suo sogno, quello di organizzare uno
spettacolo equestre per la “Fiera Cavalli di Verona”. Risultato un
vero successo di pubblico e di consensi positivi. La tournée
americana iniziata nel 1990 con il Circo Barnum & Bailey, ha
consacrato Flavio Togni al successo mondiale: oltre 500 interviste
rilasciate alle testate di tutte le città toccate dal Circo - fra
cui il New York Times -, i numerosi interventi al telegiornale e
l’esibizione nei più seguiti programmi di degli Usa - Good Morning
America e Enterteinment Tonight per fare solo due esempi -, hanno
dimostrato ancora una volta con quale disinvoltura Flavio affronta
in pubblico. Non solo addestratore ma uno
showman.
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I "NUMERI" DI FLAVIO
TOGNI
ELEFANTI: MITOLOGIC SHOW Allacciate le cinture
di sicurezza! State uscendo dal circo per entrare in una nuova
dimensione. Musica, colori, luci, laser ed effetti speciali per
presentare animali in una dimensione fiabesca. Ispirato al mondo
mitologico e alle fiabe arrivano in pista 13 elefanti indiani
cavalcati da altrettante graziosissime tigri umane. L’effetto
scenico è di forte impatto. Tutto il numero si svolgerà con effetti
speciali. E’ il numero più famoso e spettacolare di Flavio Togni e
chiuderà la prima parte dello show. Flavio coadiuvato dalla moglie
Della Santos dalla cugina Cristina e dalla sorella Silvana, riesce a
condurre il nutrito gruppo di elefanti senza fruste e bastoni ma con
la sola voce utilizzando una sorta di linguaggio cifrato, fatto di
suoni particolari che gli elefanti riconoscono.
TIGRI:
bianche rosa e del bengala E’ un numero nuovissimo, provato per un
anno in Germania e inedito per l’Italia. Flavio Togni, dopo cavalli
ed elefanti, lavora finalmente con le tigri, suo sogno nel cassetto
fin da bambino. In pista ci saranno 5 tigri femmine: Sandra, tigre
dorata del Bengala, di 3 anni, Burma, 4 anni di manto tabi (rosa)
con striature bordeaux, e Sheba, 4 anni, bianca Sabrina, bainca e
Dani deel Bengala.. Flavio le ha scelte appositamente con manti
diversi a rappresentare le diverse razze, che corrispondono anche a
diversi caratteri delle tigri. Sandra Burma Sabrina, Dany e Sheba
compiranno movimenti a tempo di musica, una musica soft che
sottolinea l’eleganza dei loro.
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